Cos’è il ricorso per abuso di contratti a termine per gli insegnanti di religione

Il ricorso per abuso di contratti a termine è un’azione da proporre davanti al Giudice del Lavoro per far accertare la illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato e ottenere un risarcimento economico per la lunga precarizzazione subita.​
È rivolto agli insegnanti di religione cattolica (IRC), sia precari che di ruolo, che per anni hanno lavorato nella scuola statale con incarichi annuali o pluriennali, spesso rinnovati senza una reale stabilizzazione.​

La Cassazione civile, con la sentenza n. 30779 del 23 novembre 2025, ha confermato in via definitiva il diritto al risarcimento per i docenti IRC, chiarendo che i concorsi riservati non eliminano l’abuso già consumato.​
Inoltre, la Legge 14 novembre 2024, n. 166 (conversione del Decreto “Salva-infrazioni” n. 131/2024) ha sancito il diritto all’indennizzo per la reiterazione illegittima dei contratti a termine nel pubblico impiego, compresa la scuola e specificamente l’insegnamento della religione cattolica.​


Qual è il risarcimento ottenibile

In caso di accoglimento del ricorso, il Tribunale dichiara che nel singolo caso vi è stato abuso nella reiterazione di contratti a termine e riconosce al docente un indennizzo compreso tra un minimo di 4 e un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.​
L’ammontare concreto viene stabilito dal giudice in relazione alla durata del precariato, al numero dei contratti a termine e alla gravità complessiva dell’abuso.​

Si tratta di un risarcimento forfettario, che spetta anche senza la prova di specifici danni patrimoniali o di una perdita economica puntuale.​
Nelle ipotesi più significative, l’indennizzo può arrivare fino a circa 40.000 euro.​


A chi è rivolto il ricorso (destinatari)

Il ricorso è rivolto esclusivamente agli insegnanti di religione cattolica (IRC) in una delle seguenti situazioni:​

  • Docenti IRC precari: insegnanti che abbiano maturato oltre 36 mesi complessivi di servizio a tempo determinato presso scuole statali (alle dipendenze del MIM), anche in istituti diversi.​
  • Docenti IRC attualmente di ruolo: insegnanti oggi a tempo indeterminato che, prima dell’immissione in ruolo, hanno svolto un lungo periodo di servizio precario tramite contratti a termine ripetuti.​
  • Docenti IRC che parteciperanno ai prossimi concorsi: la Cassazione ha precisato che né il concorso previsto dal D.L. n. 126/2019 (attuato con D.M. n. 9/2024), né la successiva immissione in ruolo fanno venir meno il diritto al risarcimento per l’abuso pregresso.​

La recente sentenza della Cassazione n. 30779/2025 ha chiarito in modo esplicito che:​

  • i concorsi riservati non sanano l’abuso già consumato;
  • il diritto al risarcimento permane anche dopo la stabilizzazione a tempo indeterminato;
  • gli insegnanti di religione cattolica hanno pieno diritto al risarcimento per l’abuso nella reiterazione dei contratti a termine.​

Requisiti per partecipare al ricorso

Per aderire al ricorso occorre rispettare alcuni requisiti tecnico‑giuridici essenziali:​

  • Durata del servizio precario: aver prestato servizio come insegnante di religione cattolica con uno o più contratti a tempo determinato, per oltre 36 mesi complessivi, presso scuole statali alle dipendenze del Ministero dell’Istruzione e del Merito.​
  • Tipologia di contratti: i contratti possono essere stati stipulati in scuole e istituti diversi, purché sempre in qualità di docente IRC nella scuola statale.​
  • Prova documentale del servizio: è necessario poter documentare tutti i periodi di servizio con i contratti a tempo determinato e/o con certificati di servizio specifici rilasciati dalle scuole, così da dimostrare sia la durata che la ripetitività delle assunzioni a termine.​
  • Rispetto dei termini di impugnazione:
    • per i docenti precari è richiesto che l’ultimo contratto sia stato impugnato entro 180 giorni dalla scadenza;
    • per i docenti di ruolo si applica il termine di prescrizione decennale.​

Costi, esenzione e contributi

È prevista una soglia di reddito oltre la quale scatta il versamento di contributi iniziali per il ricorso.​
Sono tenuti al pagamento soltanto i docenti il cui reddito familiare lordo (anno 2024, riferito alla “famiglia anagrafica”) abbia raggiunto o superato 40.978,92 euro.​

Per questi soggetti sono dovuti:​

  • contributo unificato (tassa di iscrizione a ruolo) pari a 260,00 euro;
  • spese di istruttoria pratica pari a 100,00 euro.

Il totale dovuto, solo per i redditi superiori alla soglia, è quindi pari a 360,00 euro.​
Il legale provvede al versamento del contributo unificato al Tribunale competente, mentre le spese di istruttoria coprono l’attività preparatoria del ricorso (studio della posizione, raccolta documenti, predisposizione degli atti).​


Documenti necessari per aderire

Per aderire al ricorso per abuso di reiterazione dei contratti a termine è richiesta la seguente documentazione:​

  • Procura alle liti debitamente firmata.​
  • Eventuale dichiarazione di esenzione dal versamento del contributo unificato (solo per chi rientra nella soglia di reddito che consente l’esonero).​
  • Modulo di autorizzazione al trattamento dei dati personali (privacy) firmato.​
  • Copia di tutti i contratti IRC a tempo determinato stipulati presso istituzioni scolastiche statali, oppure, in alternativa, stato matricolare o certificati di servizio specifici per l’insegnamento della religione cattolica.​
  • Copia del contratto relativo all’ultimo servizio statale come IRC.​
  • Per i soli docenti IRC di ruolo, copia del contratto a tempo indeterminato per l’insegnamento della religione cattolica.​
  • Copia dell’ultima busta paga.​
  • Copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.​
  • Eventuale documentazione relativa all’impugnazione dell’ultimo contratto (per i precari che abbiano già proceduto).​
  • Copia del bonifico attestante il versamento dei contributi dovuti (solo per chi non risulta esente e ha reddito superiore alla soglia).​

Modalità di pagamento dei contributi

Per i docenti non esenti, le somme dovute (contributo unificato + spese di istruttoria) devono essere versate tramite bonifico bancario con le seguenti coordinate:​

  • Intestazione: ANTONIO TAGLIAFIERRO
  • IBAN: IT13O0366901600237777455895
  • Causale: “Contributi ABUSO REITERAZIONE IRC, NOME e COGNOME”
  • Importo: 360,00 euro (di cui 260,00 euro di contributo unificato e 100,00 euro di spese di istruttoria).​

La corretta indicazione della causale e l’invio della ricevuta di bonifico sono fondamentali per associare senza errori il pagamento alla relativa posizione del docente.​


Come richiedere informazioni e aderire

Per ricevere assistenza personalizzata sulla propria posizione, verificare la sussistenza dei requisiti e procedere all’adesione al ricorso, è possibile contattare direttamente lo Studio legale:​​

Lo Studio offre tutela specializzata per i lavoratori della scuola e già si occupa di altri ricorsi dedicati ai docenti precari, come il ricorso per abuso di contratti a termine per i “precari storici”, i ricorsi per ferie non godute e per altri diritti economici e professionali del personale scolastico.

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